Proroga del Decreto CACER: una nuova opportunità per la CER Valtellina di Sondrio 

Proroga del Decreto CACER: una nuova opportunità per la CER Valtellina di Sondrio 

Con il Decreto Ministeriale del 28 febbraio 2025, n. 59, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha ufficializzato la proroga del termine per la presentazione delle domande relative al cosiddetto Decreto CACER (DM 7 dicembre 2023, n. 414), posticipando la scadenza dal 31 marzo al 30 novembre 2025

Il provvedimento si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2, dedicato alla promozione delle fonti rinnovabili tramite la realizzazione di impianti inseriti in configurazioni di autoconsumo collettivo, comunità energetiche rinnovabili e autoconsumo individuale a distanza

La proroga risponde a due esigenze fondamentali: l’attuale livello di partecipazione inferiore alle aspettative e il mancato esaurimento delle risorse disponibili. Come indicato nella premessa del decreto, il Ministero ha ritenuto necessario estendere i termini per garantire il pieno raggiungimento del target M2C2-47, che prevede l’installazione di almeno 1.730 MW di nuova capacità da fonti rinnovabili nei comuni con meno di 5.000 abitanti entro giugno 2026. 

Contestualmente, sono state attivate interlocuzioni con la Commissione europea per definire ulteriori strumenti di potenziamento della misura, di cui questa proroga rappresenta il primo passo operativo. 

Un’opportunità concreta per la CER Valtellina di Sondrio 

La proroga rappresenta una rinnovata occasione di sviluppo per la CER Valtellina di Sondrio, che opera in un territorio montano con caratteristiche ideali per la produzione e la condivisione di energia rinnovabile. Grazie a questo nuovo margine temporale, sarà possibile rafforzare la progettazione locale, coinvolgere nuovi soggetti — tra cui Comuni, enti del terzo settore, imprese e cittadini — e accedere ai contributi a fondo perduto previsti dal decreto. 

Un’estensione che va oltre il semplice rinvio burocratico: è un’opportunità strategica per consolidare la visione di un’economia energetica sostenibile e partecipata, radicata nel territorio e orientata al benessere collettivo. 

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